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Paragrafo 5 . Epilogo: muoversi da soli nella radura.

     
La  filosofia  del  Novecento  ha tracciato  nella  radura  molti  pi
sentieri  di quelli che abbiamo esposto in queste pagine; alcuni  sono
forse  gi  stati ricoperti dall'erba, ma ogni giorno se ne aprono  di
nuovi.  Forse potevamo farne almeno un elenco, ma siamo  certi  che  i
nostri lettori sono ormai da tempo in grado di muoversi da soli  nella
radura, e che ognuno di loro  in grado di riconoscere i sentieri e di
tracciarne uno proprio.
     Perch   per questo che abbiamo lavorato, fin dalla prima pagina
di  questo libro: fornire una guida per il viaggio nella filosofia  (e
nell'esistenza), ma senza programmare il percorso e le fermate.
     
La nebbia assassina.
     
Siamo convinti - come tanti dei filosofi di cui abbiamo parlato -  che
l'uomo  sia condannato alla libert (forse l'unica certezza insieme  a
quella della morte, come diceva Heidegger). E' una condanna alla quale
non possiamo sfuggire, nemmeno rinunciandovi.
     Evidentemente    una  condanna che  pesa,  perch  non  perdiamo
occasione per tentare di liberarcene. La libert pesa perch porta con
s  la  responsabilit, e non  facile da tollerare l'idea che di  ci
che   ci  circonda  siamo  noi  i  responsabili.  Per  addossarne   la
responsabilit a Dio saremmo disposti a dire, con Leibniz, che  questo
 il migliore dei mondi possibili.
     Nietzsche,  in un frammento della Volont di potenza, scrive  che
l'uomo ha sempre considerato male il caso, l'incerto, l'improvviso,  e
che,  nel corso della sua storia, ha cercato sempre di contrastarlo  e
di  liberarsene:  ora  concependo il male  come  persona  per  poterlo
neutralizzare con la preghiera e con il sacrificio; ora vedendolo come
parte  integrante di un progetto buono e pertanto da accettare  perch
finalizzato  al  bene;  ora accettandolo come castigo  per  colpe  non
commesse. In ogni modo, sempre sottomettendosi ad esso. Finch con il
crescere  della  cultura  [l'uomo] pu fare a  meno  di  quella  forma
primitiva  di sottomissione al male (chiamata religione o morale),  di
quella "giustificazione del male". Ora egli fa la guerra al "male", lo
elimina.
     Il  mondo intorno a noi  cos costellato di nemici, veri e unici
responsabili  di  quello che ci turba o ci disturba;  e  grande    la
soddisfazione quando possiamo condividere con i vicini la nostra  non-
responsabilit,  quando  scopriamo un nemico comune.  In  mancanza  di
meglio  possiamo accontentarci anche di qualche fenomeno  atmosferico.
Nessuno avrebbe il coraggio di dire seriamente che se piove la colpa 
del  governo ladro: ma i giornali scrivono con grande seriet che  la
nebbia    assassina, perch decine e decine di  persone  muoiono  in
incidenti stradali causati dalla nebbia.
     p 447 .
     
     Nel mondo dell'uomo
     
          Di tutte le cose  misura l'uomo:
          di quelle che sono, in quanto sono,
          e di quelle che non sono, in quanto non sono.
            Protagora, frammento1
